Il Consulente del lavoro e la Nomina a Responsabile del Trattamento dei dati personali

Urlo di Munch

Si leggono cose “strane” sulla nomina dei “responsabili esterni al trattamento” ai sensi dell’art. 28 del Regolamento UE 2016/679 ed in particolare a quanto attiene la nomina del Consulente del Lavoro a tale ruolo.

Dalla Circolare n. 1150 del 23 luglio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro si legge:

[…] pervengono diverse segnalazioni in ordine alla pretesa(*), da parte della clientela, di nominare il Consulente del lavoro quale Responsabile Esterno del trattamento ai sensi dell’art. 28 del citato Regolamento Europeo. Nomina che si vorrebbe ritenere obbligatoria e necessariamente connessa all’esercizio del mandato professionale.

e ancora

[…] Il Consulente del lavoro che gestisce i dati dei propri clienti (**) ha piena autonomia di decisione in merito al trattamento nella sua definizione più generale e quindi nella scelta delle modalità e dei mezzi (anche tecnologici) ritenuti più opportuni, così come nella scelta dei collaboratori cui affidare il trattamento medesimo.

L’anomalia, a mio avviso, si rileva nella “pretesa” di un Cliente (Titolare del trattamento dei dati dei propri dipendenti) di ricevere garanzie sul corretto trattamento degli stessi da parte di un soggetto terzo (Consulente del lavoro) cui viene delegata l’attività di gestire i dati delle persone fisiche (“dipendenti”) al fine di ottemperare al mandato ricevuto; in quest’ultimo, in definitiva, il Titolare del trattamento ha già indicato quali attività si aspetta dal Consulente del Lavoro, senza dover impartire nuove istruzioni!

Nell’ultima parte della Circolare viene si legge:

[…] Concludendo, si riassumono le definizioni dei due ruoli assumibili dal Consulente del lavoro:

– il Responsabile del Trattamento è un preposto del Titolare, che deve adempiere alla normativa privacy su mandato e nell’interesse di quest’ultimo. È un ruolo facoltativo che il Consulente del lavoro può assumere previo nuovo e specifico incarico professionale. Comporta un significativo assoggettamento del Consulente alle direttive del cliente-Titolare e, soprattutto, implica la gestione per suo conto del trattamento dei dati personali all’interno della sua azienda.

– la co-titolarità del Trattamento è ruolo fisiologico per il Consulente del lavoro e discende dal mandato professionale assunto per la gestione dei rapporti di lavoro. In forza di tale ruolo il Consulente-titolare è autonomo nella gestione dei dati delle aziende assistite all’interno del proprio studio, restando escluso e deresponsabilizzato dalle eventuali violazioni della richiamata normativa da parte del proprio cliente nella gestione della propria organizzazione.

In entrambi i casi il Consulente del Lavoro è chiamato a rispondere della corretta applicazione del Regolamento UE 2016/679 a garanzia del trattamento dei dati ed anzi, la possibilità di assumere la “co-titolarità”, a mio avviso, rappresenta di certo una condizione peggiorativa rispetto alla nomina quale “Responsabile del Trattamento”.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo!

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*